Le aree temporaneamente occupate in fase di cantiere verranno riportate allo stato precedente il loro uso, sia esso agricolo sia naturale, attraverso l’utilizzo di suolo superficiale prelevato nelle fasi preliminari della costruzione dell’opera e attraverso la piantumazione con specie autoctone di piante ed arbusti.
Nella prima fase dei lavori di allestimento dei cantieri, la terra presente in quelle aree è stata asportata e tenuta separata a seconda della profondità degli strati: attraverso l’individuazione della stratigrafia grazie a saggi preliminari è stato individuato il limite degli strati stessi, per evitare di mescolare lo stato superiore fertile con quello inferiore prevalentemente costituito da inerti.
Gli strati fertili superficiali verranno quindi raccolti, conservati, e protetti con teli di tessuto-non tessuto o con inerbimento tramite leguminose da foraggio, durante tutta la costruzione dell’opera. I mucchi di terreno fertile verranno quindi tenuti separati da altri materiali e collocati in posizione ove sia reso minimo il rischio di inquinamento con materiali plastici, oli minerali, carburanti, etc..
Al termine dei lavori del cantiere le superfici temporaneamente occupate verranno ripulite da qualsiasi rifiuto, da eventuali sversamenti accidentali o dalla presenza di inerti, conglomerati o altri materiali estranei, e riallestite con gli strati di terreno originali.
Se i terreni da restituire ad uso agricoli risultassero essere stati compattati durante la fase del cantiere, saranno adeguatamente lavorati prima della ristratificazione.
La lavorazione prevede due fasi successive:
La ripuntatura: lavorazione principale di preparazione, per smuovere ed arieggiare il terreno, senza mescolare gli strati del suolo
la fresatura: sminuzzamento del terreno effettuata con strumenti di lavoro con corpo lavorante a rotore orizzontale dotato di due utensili elastici. Questa fase viene impiegata per evitare la formazione della suola di lavorazione, che potrebbe costituire un fattore limitante nell’approfondimento delle radici delle specie coltivate.